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Contributi

L’abito da ballo femminile nel periodo romantico-borghese (1836-1855)
Con questo contributo si dà inizio alla rubrica Il guardaroba dell’Ottocento, dedicata all'abbigliamento del XIX secolo. Sarà soprattutto una galleria di immagini, espressione di un periodo storico, di un genere e di una moda, per identificare le linee principali del vestire dell’epoca.
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Ritratto di Anita Garibaldi
Giuseppe saliva le scale lentamente, seguendo il contadino che li aveva ospitati. Quel pover’uomo, tal Ravaglia, non aveva esitato un attimo ad aiutarli, pur sapendo di rischiare molto, forse anche la vita stessa, accogliendo in casa propria quei due pericolosi fuggitivi. “Ch’ì patàca d’i tugnen non vi troveranno quassù!”, disse il contadino, illuminando i gradini in legno con la fioca luce di una candela.
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Un pittore bolognese tra Romanticismo e devozione
In occasione del bicentenario della nascita del pittore bolognese Alessandro Guardassoni, l’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, l’Istituzione Bologna Musei - Musei Civici d’Arte Antica, la Fondazione Gualandi a favore dei sordi e la Diocesi di Bologna hanno realizzato un itinerario diffuso nella città metropolitana per valorizzare l’attività dell’artista. 8cento partecipa con piacere all’iniziativa con l’evento A passo di danza nell’800 di Guardassoni sabato 21 settembre e dedicando un contributo all’ampia rassegna espositiva sulla propria rivista storico-culturale Jourdelò.
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Giovanni Masotti nasce a Bologna il 15 giugno 1873. Nel novembre 1885 viene ammesso al Collegio Venturoli, dove studia sotto la guida dei professori Alfredo Tartarini ed Enrico Barberi. Terminato il periodo di formazione, vince il Premio Angiolini, che gli permette di proseguire la sua carriera artistica in diverse città italiane, Venezia, Roma, Pisa. Dal 1895 partecipa in maniera costante alle esposizioni artistiche organizzate a Bologna dalla Società Francesco Francia, nel 1902 vince il premio Cincinnato Baruzzi con il dipinto Bandiera Bianca.
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La regione del Gévaudan attualmente non esiste più in quanto, con la Rivoluzione, divenne il dipartimento della Lozère. Situata nel sud della Francia nel cuore del Massiccio centrale, e anticamente abitata dalla popolazione gallica dei Gabali, si distingue sia per l’elevata concentrazione di monumenti megalitici menhir e dolmen (la Cham des Bondons con 154 menhir di granito è seconda solo a Carnac in Bretagna) sia per essere il dipartimento metropolitano con il minor numero di abitanti e la più bassa densità di popolazione. Un territorio un po’ magico e molto selvaggio che ben si adatta a questa storia.
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Inno d'Italia - Il canto degli Italiani
Mi posi al cembalo, coi versi di Goffredo sul leggio, e strimpellavo, assassinavo colle dita convulse quel povero strumento, (…) mettendo giù frasi melodiche, l’un sull’altra, ma lungi le mille miglia dall’idea che potessero adattarsi a quelle parole. Mi alzai scontento di me; mi trattenni ancora un po' in casa Valerio, ma sempre con quei versi davanti agli occhi della mente. Vidi che non c’era rimedio, presi congedo e corsi a casa. Là, senza neppure levarmi il cappello, mi buttai al pianoforte. Mi tornò alla memoria il motivo strimpellato in casa Valerio: lo scrissi su d’un foglio di carta, il primo che mi venne alle mani; nella mia agitazione rovesciai la lucerna sul cembalo e, per conseguenza, anche sul povero foglio; fu questo l’originale dell’inno “Fratelli d’Italia”.
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Bologna – 8 agosto 1848
Ora di Bologna e delle cose nostre. Di Bologna che nuovamente gloriosa ed altera, può a buon dritto annoverarsi fra quelle italiche Città che la storia contemporanea deve ricordare fra le più illustri e famose; di Bologna, che, inerme, sfornita di truppe, senza artiglieria, vinse in un attimo, pel fermo volere di tutto un popolo provocato dalla violazione dei Sovrani diritti.
Benché la serie degli atti governativi pubblicati, servano abbastanza per sé alla documentata storia dei fatti, pure non possiamo starci dal narrare alla meglio gli eventi, tali quali accaddero, quando l’impressione di mirabili ed improvvisi successi e la strettezza del tempo ci permette di raccogliere e di dare.
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Al suo apparire il brusio si appiattì, ma solo per un momento. A Bologna la conoscevano più o meno tutti, eppure, quando la sua figura si stagliava nel vano della porta, c'era nell'aria quell'espressione di attonito stupore, come se improvvisamente si fosse materializzata la donna di un quadro impressionista.
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♫♪♫ ...nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino... ♫♪♫♪♫

Versi di una canzone birichina di Dalla. Ma Lucio aveva ragione. Lo schema delle vie centrali cittadine è, infatti, molto regolare. Quando la romana Bononia si stanziò, sostituendo l'antica ed etrusca Felsina, la città venne impostata seguendo due indirizzi principali: cardine e decumano. Da est a ovest si trovava il Decumano massimo, cioè le attuali vie Rizzoli e Ugo Bassi. Da nord a sud, il Cardine massimo, le attuali vie Galliera e Val d'Aposa. Attorno a queste strade, si costruì una sorta di griglia utilizzando cardini e decumani minori. Questo reticolato era costituito da isolati rettangolari aventi dimensioni simili tra loro.
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Prima o poi, l’amante della storia e della cultura scozzese viene inevitabilmente attratto oltre il Canale di Caledonia, alla ricerca dei paesaggi arcani delle remote Highlands. Raggiunte queste terre estreme, è probabile che senta l’impulso di proseguire fino al termine della strada, per vedere dove e come finisce la Scozia.
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