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Stille Nacht, in inglese Silent Night, in italiano Astro del Ciel, è uno dei canti natalizi più famosi al mondo. La sua magia dura ininterrottamente da duecento anni. Di origine austriaca, è stato tradotto o adattato in più di 300 lingue e dialetti e nel 2011 è stato inserito dall’UNESCO nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
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Con spunti di viaggio tra Parma e dintorni
Maria Luisa d’Austria, nota anche come Maria Luigia, primogenita dell’Imperatore Francesco II, era nata a Vienna nella serata del 12 dicembre 1791. L’educazione della bimba venne affidata a fedeli governanti e dame di corte. In qualità di Arciduchessa imperiale, la sua formazione fu abbastanza accurata, anche se non approfondita. Di indole timorosa e remissiva, Maria Luisa apprese diverse conoscenze di geografia, storia, lingue e religione; quest’ultima era utile per fornire alla giovane Arciduchessa una preparazione che le consentisse di abbracciare la fede del futuro marito e del matrimonio.
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10 anni di 8cento


Mia moglie ed io eravamo nell'associazione di danza da un anno. Era stato un anno impegnativo, stimolante e gradevole. Ci eravamo iscritti per le danze scozzesi che avevamo visto durante una esibizione estiva. Avevamo scoperto, accettato ed in seguito anche apprezzato la danza ottocentesca.
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Inizialmente Gioachino Rossini fu sepolto, secondo le volontà della moglie Olympe Pélissier, nel cimitero di Père-Lachaise a Parigi. Furono celebrati funerali grandiosi nell’Eglise de la Sainte-Trinité, con immensa partecipazione popolare.
La notizia della morte di un ospite tanto amato e ammirato suscitò generale e profonda commozione nella capitale francese. I giornali uscirono listati a lutto. Il Journal des Débats scriveva L’Italia gli aveva dato la vita, l’educazione, la gloria; la Francia gli ha serbato il suo cuore sino all’ultimo giorno.
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Rossini componeva delle melodie che le persone canticchiavano con piacere. La musica di Rossini lodava l'amore, la gioia e per questo la folla viennese sembrava non averne mai abbastanza delle composizioni rossiniane.
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Ci aveva già pensato Jean-Jacques Rousseau, nella seconda metà del XVIII secolo, a sdoganare la vita campestre e il rinnovato interesse verso la natura. Nel secolo successivo, più precisamente nel periodo Romantico (1822-55), questo amore per la natura torna prepotentemente in auge, tralasciando il gusto neoclassico caratteristico dell’epoca napoleonica. E come accade in ogni tempo, le varie arti si influenzano vicendevolmente: l’arredo, l’arte e anche la moda risentono dei gusti imperanti.
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6 maggio - 11 novembre 1888
Nel corso della seconda metà dell’800 le Esposizioni, locali, nazionali o universali, svolgono un ruolo di rilievo nel promuovere la produzione industriale e i commerci. Vetrine e scuole di iniziativa e progresso tecnico sono un evento al quale nessuna città vuole rinunciare e Bologna non è da meno.
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Le fasi salienti del nostro Risorgimento a partire dal ’48, e tutte e tre le guerre per l’indipendenza, con le imprese dei volontari garibaldini, hanno lasciato traccia sul nostro lago. Ricordiamo la presenza di Carlo Pisacane nel 1848, incaricato, dal governo provvisorio milanese, uscito dalle Cinque giornate, di comandare un corpo di Cacciatori di stanza, prima a Desenzano e poi a Tremosine, dove in uno scontro a fuoco con gli Austriaci, avvenuto nei pressi del monte Nota, l’eroe napoletano fu ferito al braccio destro e poi ricoverato nell’ospedale di Salò, dove fu curato e per un soffio evitò l’amputazione, grazie alla competenza del dottor Leoni.
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La proposta culturale Les Matinées Musicales realizzata da 8cento e rivolta principalmente agli anziani del Quartiere Santo Stefano con musica, danza e costumi d’epoca immersi nella natura dei Giardini Lunetta Gamberini, va oltre l’importante momento di aggregazione e l’attività motoria. In compagnia del suono delle cicale la mattinata comincia con un momento di contestualizzazione storica con valzer, quadriglie e letture;
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II - La gazza ladra
La gazza ladra, la cui bellissima Sinfonia introduttiva si annovera tra i brani di musica classica più popolari, fu accolta con enorme entusiasmo sin dalla sua prima rappresentazione, avvenuta al Teatro alla Scala il 31 maggio 1817. Stendhal, nella sua Vita di Rossini, riporta L’amabile autore raccontò poi, la sera, al caffè Accademia che, indipendentemente dalla gioia del successo, si sentiva distrutto dalla fatica per le centinaia di inchini che era stato costretto a fare al pubblico, il quale, incessantemente, interrompeva lo spettacolo gridando: «bravo maestro! e viva Rossini».
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