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Libri

Benjamin Tammuz
Un tale, che era un agente segreto, parcheggiò in una piazza bagnata dalla pioggia la macchina che aveva preso a nolo, e salì sull’autobus per andare in città. Quel giorno compiva quarantun anni e, buttandosi su un sedile a caso, chiuse gli occhi sprofondando in tetre meditazioni sulla natura del suo compleanno.
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Edith Nesbit
Fu sui gradini della serra (non sui gradini che conducevano lì dalla sala da ballo, ma i gradini che conducevano in giardino) che venne narrata la storia. I quattro giovani erano seduti insieme: le ragazze con le gonne a balze gonfiate dalle crinoline che si spargevano intorno a loro come enormi, pallide rose, i giovanotti impeccabili nello loro giacche con le spalle alte, le sciarpe bianche al collo.
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Athos Bigongiali
“E intanto che penso, scrivo.
Non sarà mica sangue l’inchiostro con cui scrivo?
Penso: sono un condannato a morte, dopotutto.
Mi viene da scrivere che la condanna di un condannato a morte è il tempo che intercorre tra due condanne, sempre le solite, il vivere e il morire. Mi viene da pensare di avere appena scritto una sciocca bugia e una sciocca verità”
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Irène Némirovsky
Antoniette trasalì violentemente. Era diventata pallidissima; a voce bassa, strozzata, mormorò: “Non potrei restare anche soltanto per un quarto d’ora?”. Un ballo… Mio Dio
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