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Libri

Paolo Cognetti
Si può dire che abbia cominciato a scrivere questa storia quand'ero bambino, perché è una storia che mi appartiene quanto mi appartengono i miei stessi ricordi. In questi anni, quando mi chiedevano di cosa parla, rispondevo sempre: di due amici e una montagna. Sí, parla proprio di questo.
Paolo Cognetti
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José Saramago
In una città qualunque, un uomo qualunque, in macchina fermo al semaforo, improvvisamente diventa vittima di una cecità singolare: vede tutto bianco. Egli è il primo soggetto colpito da ciò che diventa una vera e propria epidemia che si diffonde tra la popolazione. Solo una persona sembra esserne immune.
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Javier Marías
"Abbiamo tante pretese: pretendiamo di conoscere a fondo la gente, soprattutto quella che si assopisce e respira sul cuscino accanto al nostro …
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Marinette Pendola
Poi, prendo la coffa con le provviste e mangiamo pane e olive nere seduti fuori vicino alla porta. Davanti a noi, la montagna di Zaguano in lontananza chiude l’orizzonte. Da qui appare come un vecchio allungato sulla schiena, un vecchio tutto azzurro, con una pancia a punta slanciata verso il cielo.
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Stella Gibbons
Flora Poste è stata educata in modo eccellente a fare tutto tranne che a guadagnarsi da vivere. Rimasta orfana a vent'anni e dotata di una rendita esigua, va a vivere presso dei lontani parenti alla Fattoria delle Magre Consolazioni nel Sussex. Il suo arrivo alla fattoria coincide con l’inizio di uno dei romanzi più divertenti mai scritti.
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Miriam Toews
Lei mi teneva tra le braccia, io facevo finta che foste tu e papà e Leni e Dan, tutte le persone che avevo perso lungo la strada. E poi si è messa a sussurrarmi delle cose, tutte incentrate sull'amore, sulla bontà, sull'ottimismo e sulla forza. E su di te. Sulla nostra famiglia.
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Eduardo Rebulla
Un uomo, un artista in procinto di inaugurare la prossima mostra, cerca sollievo dalla crisi di comunicabilità con il suo mondo, rifugiandosi nell'isola di Favignana.
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Benjamin Tammuz
Un tale, che era un agente segreto, parcheggiò in una piazza bagnata dalla pioggia la macchina che aveva preso a nolo, e salì sull’autobus per andare in città. Quel giorno compiva quarantun anni e, buttandosi su un sedile a caso, chiuse gli occhi sprofondando in tetre meditazioni sulla natura del suo compleanno.
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Edith Nesbit
Fu sui gradini della serra (non sui gradini che conducevano lì dalla sala da ballo, ma i gradini che conducevano in giardino) che venne narrata la storia. I quattro giovani erano seduti insieme: le ragazze con le gonne a balze gonfiate dalle crinoline che si spargevano intorno a loro come enormi, pallide rose, i giovanotti impeccabili nello loro giacche con le spalle alte, le sciarpe bianche al collo.
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Athos Bigongiali
“E intanto che penso, scrivo.
Non sarà mica sangue l’inchiostro con cui scrivo?
Penso: sono un condannato a morte, dopotutto.
Mi viene da scrivere che la condanna di un condannato a morte è il tempo che intercorre tra due condanne, sempre le solite, il vivere e il morire. Mi viene da pensare di avere appena scritto una sciocca bugia e una sciocca verità”
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