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Nel centro di Bologna

di Loretta Pavan

♫♪♫ ...nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino... ♫♪♫♪♫

Versi di una canzone birichina di Dalla. Ma Lucio aveva ragione. Lo schema delle vie centrali cittadine è, infatti, molto regolare. Quando la romana Bononia si stanziò, sostituendo l'antica ed etrusca Felsina, la città venne impostata seguendo due indirizzi principali: cardine e decumano. Da est a ovest si trovava il Decumano massimo, cioè le attuali vie Rizzoli e Ugo Bassi. Da nord a sud, il Cardine massimo, le attuali vie Galliera e Val d'Aposa. Attorno a queste strade, si costruì una sorta di griglia utilizzando cardini e decumani minori. Questo reticolato era costituito da isolati rettangolari aventi dimensioni simili tra loro. La strada aveva questo nome perchè costituita da strati, cioè lastricata e resa facilmente percorribile a piedi, ma anche con i carri.
Vie e strade, ovviamente, hanno subíto trasformazioni nel corso dei secoli e dei millenni.

Facendo un lungo salto nel tempo, arriviamo al 1801. In questo anno, seguendo l'influenza degli ideali di ristrutturazione derivati dalla Rivoluzione francese, vengono posti rettangolini di marmo o pietra in alto, sui muri delle strade, con inciso il nome delle vie: le lapidette. Successivamente, a seguito dell'Unità d'Italia e le riforme conseguenti, nel 1878 viene pubblicato il Prontuario delle vie di Bologna, con il quale si dava termine a denominazioni come borgo, campo, voltone, androna ecc. Da questa data fino ai giorni nostri si ha il periodo che gli studiosi chiamano dell’odonomastica contemporanea. L'odonomastica è lo studio storico e letterario dei nomi delle vie, delle strade, delle piazze di una città.

Dopo il periodo risorgimentale, emerge la volontà di intitolare vie e piazze bolognesi a personaggi che contribuirono alla unificazione dell'Italia: Cavour, D'Azeglio, Farini, Garibaldi, Mazzini, Ugo Bassi... Cominciamo un po' di storia da qui, da quest’ultimo nome che molte volte la nostra Associazione 8cento ha ricordato.

UGO BASSI

La via è dedicata al prete barnabita, patriota e martire dell'Indipendenza italiana. Fin da giovane si mise al servizio degli ideali risorgimentali; con la sua oratoria e col suo operare arringava le folle. Fu arrestato ed in seguito fu fucilato, l'8 agosto 1849 a Bologna. La via a lui dedicata comprende tre tratti che ebbero in passato diverse denominazioni; gli ultimi nomi si riferivano alla presenza di venditori e artigiani. Il primo tratto, infatti, era chiamato Volte dei Pollaroli; il secondo segmento centrale era la via dei Vetturini; la terza parte, invece, era compresa sotto il nome di via San Felice.

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Queste indicazioni le troviamo in corrispondenza dei tre tratti di strada, ora via Ugo Bassi.


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Fotografie di Loretta Pavan

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