Login

Iscriviti a Jourdeló

Appassionarsi alla memoria

di Lorenzo Nannetti


Amici vicini e lontani

La terza memoria è recentissima, e legata ai social network. Dopo anni di “riposo” causa lavoro e altri impegni ho ripreso recentemente in mano i soldatini. Avendo ora due bimbi piccoli, sogno di poter trasmettere loro quella passione che mio padre ha passato a me. Pur essendo ancora presto (hanno appena 4 anni), quel vecchio entusiasmo mi ha fatto riprendere in mano vecchi libri, i pennelli e i colori. Eppure, lo stimolo giusto per buttarmi nuovamente con entusiasmo nell'impresa è nato da qualcosa di nuovo: su Facebook ho trovato infatti un gruppo di discussione - manco a dirlo - sui conflitti del XIX secolo. Lì ho scoperto un nutrito gruppo di persone straniere, provenienti da tutta Europa e fortemente interessate al Risorgimento italiano. Ne sono rimasto stupito: spesso il Risorgimento interessa ben poco al di fuori dei nostri confini… a malapena si ricorda la Terza Guerra di Indipendenza, perché avvenuta in concomitanza con la più celebre guerra del 1866 tra Austria e Prussia che ha ridisegnato i rapporti di forza in Europa. La Seconda Guerra, nel 1859, è citata spesso, ma solo perché vi partecipava la Francia di Napoleone III, tema molto quotato fuori confine - anche se poi il ruolo italiano viene minimizzato. Eppure queste persone erano interessatissime addirittura anche alla Prima Guerra, normalmente ignorata da tutti. Non solo: per quanto il loro ambito di interesse fosse limitato agli aspetti militari e uniformologici, mostravano un enorme desiderio di conoscenza, raro perfino qui.

I mesi successivi sono diventati una sorta di caccia al tesoro: davanti a loro che mi mostravano quadri e stampe raffiguranti soldati e volontari, chiedendomi chi fossero, che ruolo avessero avuto e altri dettagli, io mi sono trovato a gettarmi con entusiasmo su libri e documenti (spesso anche dell’epoca) per trovare risposte. Era quasi un gioco… appassionante e sfidante. Non volevo deluderli, in fondo avevo accesso a fonti italiane che loro non erano in grado di leggere… ma non potevo negare quanto dovessi imparare anch’io e quanto fossero competenti loro stessi: alcuni erano stati in Italia più volte e avevano visitato più musei del Risorgimento di quanti realisticamente ne vedrò mai io nella mia vita. Altri avevano letto testi che non avevo mai sentito. Ho scoperto cose che per me, pur già appassionato del periodo, sono state sorprese incredibili: la storia della Crociata piacentina di Pietro Zanardi Landi (già il fatto che ci fossero delle “crociate” nel Risorgimento è stata una sorpresa!), l’incredibile storia antieroica dei “Cacciatori della Morte” di Francesco Anfossi (al punto di leggere le sue memorie in originale, degne di uno spin doctor odierno) o le imprese di altri protagonisti.

Ancora più sorprendente è stato scoprire da loro l’esistenza di validissimi testi di autori esteri… i quali, incrociando fonti di lingua diversa (italiana, tedesca, francese e inglese) riescono spesso a far emergere punti di vista differenti e offrono considerazioni non banali. In particolare, è la loro abilità di scrittura (parlo ad esempio di “Italy in the Making” di Berkeley) a rendere entusiasmante e scorrevole un racconto che sembra, davvero, quasi un romanzo di avventura - pur nel rigore del saggio storico.

Gioco di RuoloQuell’entusiasmo ritrovato mi ha portato ad altre domande e altre ricerche per rispondervi: a scoprire come l’ultima impresa di Garibaldi non sia stata in Italia, o a comprendere meglio l’abilità di Cavour, o a distinguere - ora che sono adulto - le complessità diplomatiche che Pio IX ha dovuto affrontare. Come formatore di relazioni internazionali, mi è anche subito venuta un’idea per creare un rapido gioco di ruolo (in gergo “simulazione”) a fini educativi che metta gli studenti nei panni dei capi di stato coinvolti nei negoziati per un’eventuale Federazione degli Stati Italiani nel 1848, così da mostrare in maniera diretta come ciascuno vedesse la situazione e fare “toccare con mano” la sua complessità. E tutto è (ri)nato da un gruppo di persone - nemmeno italiane! - che condivideva con me un interesse contagioso.

Nuove tecnologie, nuovi mezzi, ma il fulcro è sempre lo stesso: la passione trasmessa, in qualunque modo. Io stesso a Gennaio, spinto da tutto questo ho creato un account twitter (1848 in Italia, @Italia1848) nel quale quasi giorno dopo giorno racconto gli eventi di quell’anno. Mentre scrivo queste righe, penso che 170 anni fa i soldati piemontesi stavano entrando in Lombardia e le truppe di Radetzky, dopo le cinque giornate di Milano, si ritiravano verso il Veneto. Li immagino accamparsi a sera e pensare a cosa porterà il futuro, tra speranze e paure. Per me è come tornare bambino e rivivere di nuovo quelle emozioni. Di nuovo sono con la fantasia su quei campi di battaglia, tra quelle persone… stavolta però con maggiore consapevolezza di cosa li spingeva, li motivava e, infine, di cosa spingeva e motivava chi a loro si opponeva: non più “il nemico”, come da bambino pensavo, ma altri uomini, che avevano altri sogni e altre aspettative. Perché prima che dividere, il Risorgimento rimane testimonianza di come sia l’unione di anime diverse a creare successi duraturi.

Ero diventato un veterano… come loro, una volta tornati a casa. Pieno di memorie, ricordi, forse un pizzico di saggezza.


Immagine nella pagina:
- “Gioco di ruolo” per simulare un negoziato internazionale al Festival Francescano 2017 (“Costruire un futuro di pace”)

Pagina:
Precedente 1 | 2 | 3 | 4 | 5 Successiva
© 2005 - 2019 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento
Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Gabriella Lupi