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La buona Duchessa, la zia poco conosciuta dell’Imperatore Francesco Giuseppe

Con spunti di viaggio tra Parma e dintorni

di Ilaria Varotti


Se mai deciderete di recarvi a Parma sulle tracce della buona Duchessa e degli Asburgo vi vorrei consigliare alcuni luoghi:

RitrattoMuseo Glauco Lombardi
Tutti a Parma conoscono il museo Glauco Lombardi e il suo ricco patrimonio di cimeli della Parma dei Borbone, e soprattutto, di Napoleone e di Maria Luisa così cita Walter Gaibazzi ex-presidente della Fondazione Monte di Parma. Infatti il Museo raccoglie innumerevoli se non tutte le testimonianze di Maria Luisa come Duchessa di Parma e come Imperatrice dei Francesi e moglie di Napoleone. Il Glauco Lombardi si trova a Parma vicino al Palazzo della Pilotta e di fronte al Teatro Regio in Via Garibaldi 15, all’interno del Palazzo Riserva, la cui costruzione risale al XVII su commissione del Duca Ranuccio II Farnese. Il fondatore del museo è appunto Glauco Lombardi (1881-1970), che con impegno e passione dedicò tutta la propria vita alla cultura e alla storia. Lombardi si dedicò alla raccolta di testimonianze e oggetti del XVIII e XIX con particolare interesse per il periodo del Ducato di Maria Luisa. In particolare, le sue ricerche archivistiche lo portarono a notevoli scoperte e recuperò importanti opere e testimonianze storiche e documentarie riguardanti Napoleone e Maria Luisa. Lombardi iniziò ad esporre la sua raccolta nel Palazzo Ducale di Colorno dal 1915 al 1943, in seguito la raccolta fu ultimata e spostata nel Palazzo Riserva a partire del 1961 e il Museo subì un intenso restauro tra il 1997 e 1999. Ora andiamo all'interno del Museo dove vi illustrerò le sale principali che riguardano Maria Luisa.

Coirbelle de MariageSalone delle Feste
Il Salone, che ospita alcune tra le più importanti testimonianze conservate nel Museo, riferibili soprattutto al periodo imperiale (1810-1814): la Corbeille de Mariage, un sontuoso centro stanza che in origine conteneva gioielli, abiti e accessori donato da Napoleone alla giovane moglie in occasione delle nozze; il rigoroso e ufficiale dipinto di R. J. Lefèvre, in cui viene raffigurata Maria Luisa come Imperatrice dei francesi nel 1812. Al ricco abito da cerimonia del periodo ducale si affiancano, contenuti in tre tavoli, oggetti e cimeli, principalmente di carattere privato, relativi alla famiglia imperiale, mentre in un altro tavolo sono raccolti vari gioielli appartenuti a Maria Luisa, inoltre ci sono anche molti oggetti appartenuti al Re di Roma.

Sala Dorata
L’eco dei fasti imperiali vissuti da Maria Luisa alla corte napoleonica è colta in questo ambiente. Come la splendida coppa della puerpera della manifattura Dagoty donata da Napoleone alla giovane sposa dopo la nascita del Re di Roma. Alle campagne napoleoniche riporta il prezioso baule da campo realizzato dall'orafo e fornitore della casa imperiale M. Biennais, mentre alcuni membri della famiglia Bonaparte, come la madre Letizia Ramolino e la bella sorella Paolina, sono effigiati in squisiti disegni e oggetti a loro appartenuti. Numerosi altri cimeli riconducono invece alla corte ducale di Maria Luisa, le cui sembianze ci sono tramandate da un rarissimo dagherrotipo del 1847 poco prima della morte in cui la si vede profondamente invecchiata.
abitoVarie medaglie commemorano i ponti e gli edifici pubblici da lei commissionati, tra i quali il Teatro Ducale o Regio. Le pareti ospitano i ritratti di vari celebri personaggi dell’epoca, tra cui quelli di Madame Récamier, dello scultore A. Canova.

Sala degli affetti
Accanto alle immagini dipinte e scolpite della Duchessa, tra cui un’erma in marmo derivata da quella realizzata da Canova oggi custodita presso la Biblioteca Palatina di Parma, le pareti ospitano una serie di stampe che evocano la galleria degli affetti della Duchessa. Al volto dell’amato padre, l’Imperatore Francesco II, si affiancano quelli dei tre figli: Napoleone Francesco, avuto da Napoleone, e Albertina e Guglielmo Montenuovo, avuti con il generale A. Neipperg che viene rappresentato, oltre che in un busto in marmo, in due carboncini. Tra le altre figure di familiari, gli amati nipoti, Alberto e Stefano, figli di Albertina e di Luigi Sanvitale.
Alcuni pregiati manufatti tessili trovano posto nella sala: sono un ampio tappeto da tavolo in panno nero ricamato dalla stessa Maria Luisa, uno scialle bifacciale in seta donatole dall'Imperatore della Cina e un elegante abito con decori in lamina d’argento: l’originaria foggia impero fu però ripetutamente adattata, forse per la stessa Albertina, a conferma di quanto diffusa fosse la pratica del reimpiego anche presso i ceti sociali più elevati. Inoltre è presente un letto a barca proveniente dall'arredamento originale del palazzo ducale dove viveva Maria Luisa che purtroppo è andato distrutto a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Adam Neipperg Il Re di Roma Guglielmo e Albertina Montenuovo
Sala Maria Luisa
Vi si trovano esposte testimonianze eterogenee, connesse alla travolgente avventura napoleonica nella quale la giovane Maria Luisa si trovò proiettata e connesse alle attività borghesi e Biedermeier che costituivano i passatempi preferiti della Duchessa. Le vetrine raccontano dei poliedrici interessi della Duchessa, tutti rispondenti a quel gusto dell’occupazione che si riteneva essenziale in una donna: la pittura, la pesca, la corrispondenza con i familiari, i diari in cui annotava pensieri e riflessioni. Ma erano soprattutto il cucito, il ricamo, la maglia, l’uncinetto, il lavoro di tappezzeria e il confezionamento di fiori in carta e stoffa ad occupare le ore della sovrana, che aveva a disposizione nécessaires, filati e strumenti di lavoro straordinari per qualità e raffinatezza.

Uscendo dal museo vi ritroverete davanti il Teatro Regio.

Immagini nella pagina:
Ritratto dell’Imperatrice Maria Luisa di R. J. Lefèvre
Corbeille nuziale, dono di Napoleone a Maria Luisa per il matrimonio
Abito ducale da cerimonia
Adam Neipperg in una stampa dell’epoca
Il Re di Roma in una litografia di T. Lawrence
Guglielmo e Albertina Montenuovo, figli di Maria Luisa e A. Neipperg


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