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LibriBerta Isla

Javier Marías

a cura di Lilia Spadaccini

"Abbiamo tante pretese: pretendiamo di conoscere a fondo la gente, soprattutto quella che si assopisce e respira sul cuscino accanto al nostro …. ma lo scrisse anche Dickens …. Il mio amico è morto, il mio vicino è morto, il mio amore, l'amata del mio cuore, è morta; è l'inesorabile consolidarsi e perpetuarsi del segreto che da sempre era in loro …."

Pubblicato da Einaudi, 2018
Traduzione di Maria Nicola

Quest'ultimo libro di Javier Marías rapisce. Purtroppo, l'ho finito da poco e ne sento la mancanza, perché mi ha regalato momenti di intensa felicità e sono certa che procurerà a quanti lo leggeranno quel benessere assoluto e dimentico che solo la grande letteratura è in grado di dare.

Di Javier Marías avevo letto Domani nella battaglia pensa a me, e sinceramente non credevo che Berta Isla potesse superarlo e invece - a mio avviso - questo romanzo è perfetto. Ho fatto le ore piccole, immersa nella lettura di questo romanzo conturbante; un romanzo che anche se moderno sembra provenire da una diversa epoca storica, perché ha l'ampiezza e il respiro dei classici. Il tema? È un libro che indaga sulla impossibilità di conoscere veramente, fino in fondo, le persone che amiamo. Questo sempre, figuriamoci poi in questo caso. Infatti, il protagonista, Tomàs, con l'inganno, viene assoldato dai servizi segreti britannici, per cui dovrà avere una doppia vita che lo costringerà a raccontare un sacco di menzogne alla moglie stessa, Berta. È difficile parlare di una cosa senza subordinarla alla nostra esperienza, ai nostri gusti, ma ritengo che questo romanzo sia davvero poderoso, magico, la sua lettura imperdibile.

Javier Marías è nato a Madrid nel 1951. Scrittore, traduttore, giornalista, ha vinto prestigiosi premi letterari. Della sua opera Einaudi ha pubblicato numerosi titoli.
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