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Dai Giardini Lunetta Gamberini al Campo Trincerato di Bologna

di Alessia Branchi

Carta La proposta culturale Les Matinées Musicales realizzata da 8cento e rivolta principalmente agli anziani del Quartiere Santo Stefano con musica, danza e costumi d’epoca immersi nella natura dei Giardini Lunetta Gamberini, va oltre l’importante momento di aggregazione e l’attività motoria.

In compagnia del suono delle cicale la mattinata comincia con un momento di contestualizzazione storica con valzer, quadriglie e letture; segue la passeggiata guidata dall'operatore della Fondazione Villa Ghigi che ci conduce sapientemente nel parco, percorrendo il viale ottocentesco dei tigli, e raccontando la storia della flora e della fauna che animano il giardino.

Camminando si giunge alla “Lunetta”, e sorge spontanea la domanda cosa fosse questa “Lunetta”. Le parole dell’operatore hanno appena il tempo di essere pronunciate che gli occhi e le orecchie dei nonni presenti si spalancano come porte, pronti ad assorbire questo interessante racconto di storia che li fa ritornare indietro nel tempo. Ed ecco che si scopre cosa fosse Il Campo Trincerato, il piano di fortificazione della città.

Era il 12 giugno 1859 quando gli Austriaci se ne andarono nella notte e a Bologna si instaurò il governo provvisorio. Bologna, che è sempre stata punto nevralgico tra il nord e sud d’Italia, era al confine con la terra del nemico austriaco che occupava ancora il Veneto. Era separata da appena 45 Km di pianura dal Po, era in prima linea ed era il punto di passaggio obbligato verso la Toscana e il centro Italia, ma non aveva nessuna struttura di difesa, né naturale, né artificiale.

Tutti sapevano che ci sarebbe stata prima o poi una nuova guerra: per ottenere il Veneto, se la avessimo scatenata noi, o per distruggere il nuovo Stato, se l’avessero scatenata gli Austriaci. Alla luce degli avvenimenti che incalzavano fu quindi messo allo studio un progetto per la difesa; ad opera dei generale Fanti nasceva così Il Campo Trincerato. La necessità di fare presto fece optare per strutture provvisorie immediatamente agibili: terrapieni rinforzati con pali di legno a difesa degli uomini e dei pezzi, che si configurarono come forti e lunette raccordati da una linea continua di trincea, più alcune batterie di cannoni.

I Forti erano le strutture più esterne, collocati a circa 1500 metri dalle vecchie mura trecentesche. Si trattava di terrapieni con pali di contenimento, gabbioni, e fosso inondabile; avevano ciascuno una decina di cannoni da 120-160 mm. I forti in pianura, che erano 13, correvano per circa 12 Km:

1. Testa di ponte di Casalecchio, il vero cardine della struttura, servita da mille uomini
2. Forte di Monte Albano o Mezzocavallo
3. Forte Canonica sul canale di Reno
4. Forte Villa Contri (fra Certosa e Reno)
5. Forte S. Felice (a difesa della Via Emilia) e Ferrovia (a difesa della linea Bologna-Piacenza)
6. Forte Beverara
7. Forte Galliera (a Casaralta)
8. Forte S. Donato (poco oltre l’attuale via Andreini)
9. Forte S. Vitale (fra via Azzurra e via Spartaco)
10. Forte di Strada Maggiore (fra l’attuale ponte della ferrovia e Pontevecchio)
11. Forte di Monte Donato
12. Forte Bandiera
13. Forte Paderno


Le Lunette erano più arretrate rispetto ai forti di 3-500 metri; erano sempre terrapieni, di forma semicircolare, con 4-8 cannoni, meno alte dei forti. Se ne contavano 17:

  • Garagnani, Ghisello, Fornaci, Otto Colonne, Ferrovia, Canaletta in collegamento coi forti a occidente 4 e 5
  • Mariotti, Bisteghi, Spisni, Bersani, Casaralta, Alvisi, Casino, in collegamento coi forti a settentrione 6, 7, e 8
  • Gozzadini, Pizzardi, Gamberini, Mazzacurati, in collegamento coi forti a oriente 9, 10, 11
Generale Manfredo Fanti


Il campo trincerato raggiunse il massimo dell’importanza e della efficienza quando la capitale del Regno d’Italia fu trasferita da Torino a Firenze. La presenza di una forte difesa militare fu anche una delle ragioni per cui Bologna diventò il nodo ferroviario più importante d’Italia e non Modena o Parma che avevano una eguale posizione geografica favorevole per essere il collegamento fra Nord e Sud.

Tra una curiosità e l’altra, tra un racconto e l’altro, il tempo a disposizione de Le Matinée Musicale sta per terminare. Si riprende a passeggiare per tornare alla base, consapevoli che la storia del Campo Trincerato di Bologna non è poi così conosciuta; oggi resta solo qualche nome, la nostra Lunetta Gamberini, Lunetta Masotti, Forte Bandiera e via dello Spalto.

Le Matinée Musicale si conclude con una danza che ci aiuta a collocare la storia della Lunetta Gamberini negli anni dell’Unità d’Italia; ci salutiamo felici di aver condiviso questa esperienza storica appartenuta alla comunità bolognese.

(la parte storica è tratta da Bologna 1860-1914: dopo l’Unità d’Italia nasce una città moderna fra cannoni, treni, tram e acquedotti di Maurizio Cavazza)

le immagini:

in alto - mappa delle fortificazioni del Campo Trincerato
sotto - ritratto del Generale Manfredo Fanti

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