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LibriI miei piccoli dispiaceri

Miriam Toews

a cura di Gianna Daniele

I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews“…Lei mi teneva tra le braccia, io facevo finta che foste tu e papà e Leni e Dan, tutte le persone che avevo perso lungo la strada. E poi si è messa a sussurrarmi delle cose, tutte incentrate sull’amore, sulla bontà, sull’ottimismo e sulla forza. E su di te. Sulla nostra famiglia. Su come possiamo lottare duramente, ma su come possiamo anche riconoscere la sconfitta e smettere di lottare e dire pane al pane. Le ho chiesto cosa si fa quando il pane non è il pane e mi ha detto che a volte nella vita va così, che il pane non è pane, e bisogna accettarlo. … Mi ha detto che il cervello è fatto per farci dimenticare delle cose e continuare a vivere, che i ricordi sono destinati a sbiadire e dissolversi, che la pelle, all’inizio così protettiva, perché i nostri organi vanno protetti, finisce con l’afflosciarsi – perché nemmeno gli organi sono più quelli di una volta – e gli spigoli diventano lame, e che il dolore di lasciare andare il cordoglio fa male quanto o più del cordoglio stesso.”

Titolo originale (2014)
Traduzione di Maurizia Balmelli
Edito da Marcos y Marcos nel 2015

Se una persona che amiamo non vuole più vivere, amarla vuol dire trattenerla in vita a tutti i costi o lasciarla morire? O persino aiutarla, perché non debba mai morire in modo violento, e da sola? Nel suo sesto romanzo, I miei piccoli dispiaceri racconta un dubbio feroce. Ci sono due sorelle: Yoli, la minore, e Elf, la maggiore. Elf vuole morire a tutti i costi, è la cosa che vuole di più al mondo; Yoli passa l'esistenza a tentare di distrarla. Finché a un certo punto la vita si riduce a due azioni ripetute all'infinito; Elf tenta il suicidio a Winnipeg, Canada, loro città d'origine, Yoli prende un aereo da Toronto, dove si è trasferita con la figlia minore che frequenta una prestigiosa scuola di danza, e torna a Winnipeg da sua sorella e sua madre, dritta dentro un imbuto di ricordi bellissimi e perciò insopportabili; e le proibisce di morire...
(Antonella Lattanzi - La Stampa)


Miriam Toews nasce nel 1964 a Steinbach in Manitoba, in una comunità mennonita di stampo patriarcale. Autentica rivelazione della narrativa anglofona degli ultimi anni, a diciotto anni è già a Montréal, e scrivere è la sua ribellione. Il regista Carlos Reygadas la tenta con il cinema, nominandola sul campo protagonista di Luz Silenciosa; la sua interpretazione è memorabile, ma il suo vero terreno rimane la scrittura. Un tipo a posto, il secondo romanzo è pieno di tenerezza e comicità; Un complicato atto d’amore viene tradotto in quattordici lingue. In fuga con la zia si aggiudica il Rogers Writers’ Trust Fiction Prize; Mi chiamo Irma Voth evoca la sua esperienza sul set di Luz silenciosa; I miei piccoli dispiaceri è un caso letterario: vincitore o finalista dei più prestigiosi premi letterari, è segnalato tra i libri più belli del 2014 da The Globe and Mail, American Library Association, New Republic, iTunes Fiction Books, Buzz Feed, The Washington Post, Slate, Kirkus Reviews, The Dalily Telegraph. In Italia ha Vinto il Premio Sinbad 2015.


Marcos y Marcos ha pubblicato:
Un tipo a posto (2013)
Mi chiamo Irma Voth (2012)
In fuga con la zia (2009)
Un complicato atto d’amore (2005) è pubblicato da Adelphi
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