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Era mio padre

Dilettevole istoria di Giuseppe Rossini, detto Vivazza, e di suo figlio Gioachino

di Andrea Olmo

Quando Giuseppe Rossini, ormai anziano, ammirava commosso i grandi trionfi di suo figlio Gioachino, non poteva certo non ripensare ai tanti sacrifici che avevano consentito a quel suo unico, amatissimo figliolo, di divenire il musicista più noto ed apprezzato della sua epoca.
Giuseppe, conosciuto da tutti come Vivazza per la sua esuberanza ed espansività, era nato a Lugo nel 1764 e di mestiere faceva il trombettista, come suo padre Gioacchino Sante. Assunto nella sua città come Trombetta Comunale, l’equivalente più o meno di un banditore comunale, si era quindi trasferito a Ferrara, per suonare il corno da caccia nella banda del locale presidio militare.
Nel 1789 fu contattato da un tale Antonio Ricci, Trombetta Comunale di Pesaro, che, alle soglie della pensione, cercava un valido successore. Ottenuto il posto, pare dietro pagamento di una tangente proprio al suddetto Ricci, Vivazza si trasferì nella città marchigiana. Di certo non poteva saperlo, ma questa fu, per lui, la svolta del destino…

Proprio a Pesaro, infatti, conobbe e si innamorò della avvenente modista e cantante dilettante Anna Guidarini. I due si sposarono nel Duomo di Pesaro il 26 settembre 1791, tra l’altro con una certa fretta in quanto Anna era già in attesa del loro primo e unico figlio, che nacque cinque mesi dopo, il 29 febbraio 1792. Il bambino era ovviamente Gioachino Rossini, che fu battezzato con il nome di Giovacchino Antonio.
In quegli anni l’Europa era scossa dai venti rivoluzionari provenienti dalla Francia, che ben presto finirono per irrompere anche nella provinciale e sonnacchiosa Pesaro: nel 1797, infatti, le armate rivoluzionarie francesi invasero la cittadina marchigiana. Anche qui, fu rispettato il copione già visto nelle altre città italiane occupate: esazione dei contributi di guerra, ovvero saccheggio sistematico della cittadina, cerimonia di erezione dell’Albero della Libertà, con scarsa partecipazione del popolo, ed istituzione di una municipalità cittadina, costituita da nobili, come i marchesi Mosca e la nobildonna Caterina Semprini Giovannelli, e da ricchi borghesi, come Francesco Perfetti, cioè più o meno gli stessi che già comandavano nella amministrazione pontificia.
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Maggio 2018 (Numero 28)

  • Editoriale 
    di Gabriella Lupi
  • Gioachino letterato
    di Piero Mioli
  • Rossini a Bologna
    di Maria Chiara Mazzi
  • Furore o Fiasco
    di a cura di Loretta Pavan
  • Era mio padre 
    di Andrea Olmo
  • La cucina al tempo di Rossini
    di Samuele Graziani
  • ...festa si far√†!
    di Daniela Bottoni
  • Brindisi a Rossini
    di Giovanni Raiberti
  • Itinerario bolognese
    di Cristina Giardini
  • Italiane in Algeri...
    di Marinette Pendola
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