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Sala Farnese

di Silvia Battistini

Il Palazzo Comunale racchiude al secondo piano un’autentica piazza coperta, la Sala Farnese, così ideata per accogliere le personalità che dovevano avere accesso alla adiacente Cappella Farnese e all’appartamento del Cardinale Legato, l’eminente ecclesiastico che governava la città per delega del Papa. Uno snodo, quindi, in cui era necessario esibire la magnificenza di Bologna e di chi da secoli vi deteneva il potere. Fu il Legato Girolamo Farnese, da cui la sala e l’attigua cappella presero il nome, a far eseguire tra il 1658 e il 1662 gli otto affreschi con episodi della storia di Bologna, all’insegna del buongoverno pontificio (San Petronio concede il privilegio teodosiano; Urbano II benedice l'insegna della croce; il Cardinale Albornoz esamina i progetti per i lavori alla Chiusa di Casalecchio e al canale di Reno; la Vergine di San Luca fa cessare le piogge; Francesco I re di Francia risana i malati di scrofola; l'incoronazione di Carlo V a Bologna; l'ingresso di Paolo III in Bologna; la restituzione della Sacra Benda di Maria Vergine). Le scene figurate furono inserite in finte cornici dipinte, intervallate da flessuose figure bianche, dipinte a imitazione di statue ed erme di marmo. Coordinò l’impresa decorativa il pittore Carlo Cignani, che si avvalse dell’aiuto degli allievi Emilio Taruffi, Lorenzo Pasinelli, Antonio Catalani, Girolamo Bonini, Luigi Scaramuccia, Giovanni Maria Bibiena, Bartolomeo Morelli. Nel Palazzo del Governo questa sala era la più vicina agli spazi del sommo potere, però ancora accessibile al pubblico, seppure selezionatissimo. In occasioni particolari vi si organizzavano feste e banchetti, riservati ad ospiti illustri della città o ai membri delle famiglie senatorie. In queste occasioni si predisponevano allestimenti di apparati appositamente studiati e si concertavano cerimoniali fastosissimi. Altrettanto gloriosa è la storia dell’attigua Cappella, dedicata all’assunzione della Vergine, scena affrescata nella parete di fondo, che sovrastava l’altare. Nelle pareti laterali e in controfacciata ancora oggi si possono ammirare le imponenti scene con episodi della vita di Maria, dipinti intorno al 1565 dal pittore bolognese Prospero Fontana. Dunque, diverso doveva apparire l’aspetto di questo luogo agli occhi di Carlo d’Asburgo, quando il 22 febbraio del 1530 fu incoronato qui Re d’Italia, due giorni prima di ricevere la corona imperiale nella Basilica di San Petronio. L’evento fu così straordinario da essere ricordato per decenni e immortalato anche negli affreschi della Sala. Oggi Sala Farnese accoglie i visitatori del Palazzo Comunale che, oltre ad ammirare la sua decorazione, vogliono visitare la Cappella e le Collezioni Comunali d’Arte, museo allestito nel 1936 nell’appartamento del Cardinale Legato, occupando sia le stanze di rappresentanza che quelle di residenza privata. Inoltre, dalle finestre che si affacciano su Piazza Maggiore, si gode una vista straordinaria del cuore di Bologna. Per far rivivere le antiche tradizioni, il 18 febbraio 2018 l’Associazione 8cento metterà in scena in Sala Farnese un gran ballo di Carnevale, durante il quale anche il pubblico sarà coinvolto nelle danze ottocentesche.
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