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Editoriale

di Gabriella Lupi

La Storia ci nutre.

Vale sempre la pena raccontare le piccole storie che la tessono, quelle sconosciute ai più.
Quelle di eroi che hanno combattuto dal lato sbagliato della storia (p.33).
Battaglie che si perdono e si vincono, ma si pianificano in un gioco che cambia le sorti dell’arte della guerra, un gioco ancora oggi impiegato non più per la guerra ma per salvare vite (p.16).
Al centro deve sempre esserci la volontà dei popoli. Ciascuno sopravissuto o no a lotte intestine e questo lascia in eredità la sensibilità verso le proprie tradizioni, un’estrema cura in oggetti che rappresentano il loro essere (p.26).
Destino? Libero arbitrio? Che dire di quella catena di eventi che deviano il destino delle persone? L’attimo preciso in cui tutto cambia (p.10).
Cambiamenti epocali, trasformazioni, ci sono in tutti i campi. Che ne dite di grandi locali, oggi trasformati in un oggetto presente in tutte la case (p.22)?
La storia ci racconta anche di povertà e soprattutto di fame, quella non è mai mancata. Ma da nord a sud dalla pianura alla montagna un alimento comune c’è: la polenta (p.38).
Da nord a sud dalla pianura alla montagna… ma a Bologna? A Bologna va la pasta all’uovo fatta in casa tagliata a strisce larghe o strette ma sempre lunghe (p.3).
E tra tagliatelle, formaggi, mortadelle…

Buon Appetito!

Maggio 2017 (Numero 27)

  • Editoriale 
    di Gabriella Lupi
  • Viaggio (andata e ritorno) nell’alimentazione a Bologna nell’Ottocento
    di Stefano Lollini
  • L’Uomo di Mezzanotte
    di Andrea Olmo
  • Quando il gioco si fa serio: il Kriegsspiel
    di Lorenzo Nannetti
  • La conquista del freddo
    di Samuele Graziani
  • La fine dei Samurai
    di Andrea Trentini
  • Los San Patricios
    di Raffaele Sorgetti
  • La cucina della nonna
    di Marinette Pendola
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