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Della Danza Domestica

di Alessia Branchi

Ode a Bortolotti

Alla Nobile Direzione
della
Società del Casino
In Bologna


Gentilissimi Signori
Avendo io risoluto di mandare alla luce alcune mie consorelle intorno alla danza domestica, onde appagare il desiderio di alcuni amici e discepoli ho pensato tornarmene grandissima utilità dedicando questo opuscoletto alla S.S.V.V. Illustrissime che come naturalmente gentili gli farete graziosa accoglienza uguale a quella cortesia che sè bene vi distingue. Vi propongo di stabilire alcune regole e precetti sulla maniera di danzare con proprietà convenevolezza toccando alcun poco circa l’utilità di quest’arte in oggi purtroppo ridotta a tristissima condizione…


Con queste parole il Maestro di Danza bolognese Luigi Bortolotti inizia il suo manualetto Della Danza Domestica stampato nel 1837 per i suoi allievi e dedicato a La Società del Casino, circolo a cui erano ammessi nobili ed esponenti dell'alta borghesia bolognese. Con sede di in via S. Stefano, esattamente nel Palazzo Amorini Bolognini, la Società del Casino organizzava concerti, esecuzioni musicali, incontri di poesia, e intrattenimenti vari di carattere culturale, oltre alle galanti feste da ballo. Fu proprio al loro Ballo di Carnevale del 1834 che il nostro Bortolotti ebbe l’onore di essere nominato Maestro di Cerimonia. Luigi Bortolotti era un maestro di danza del tempo, apprezzato a Bologna nelle scuole dei signori Miller e Contavalli, ma anche conosciuto nei vari teatri italiani quale bravo maestro di danzatori da lui formati e scritturati in opere e balletti.
Degas
Col termine domestica usato nel titolo del suo libercoletto, come lo definisce lui stesso, Bortolotti intende dimostrare l’utilità dell’arte della danza e allo stesso tempo desidera raccogliere norme e regole come indicazione per i suoi allievi, da leggere ed istruirsi anche autonomamente anche a casa propria.

Bortolotti riconosce nella danza la disciplina che permette di tenere il corpo perfetto e robusto, insiste sul fatto che gli esercizi, i passi, i passi a solo che lui indica, sarebbero da eseguire come esercizio tutti i giorni poiché permettono di acquisire disinvoltura e grazia nel ballare, lasciando le cose più esagerate a’grotteschi. Descrive i Primi Esercizi, come noi chiameremmo oggi esercizi di riscaldamento, la serie di posizioni e movimenti da eseguire prima di iniziare I Passi (assemblé, sissonne, pirouette, chassé, glissé, ballotté e molti altri), e le Figurazioni (Le Pantalon, La Trenis, L’indifferente, L’Aurora, L’Ambitieuse, La Gaité, Le Grace e molte altre ancora) avvertendo l’allievo che, se elegantemente intrecciate, offrono brillantezza ai balli e diletto a chi li guarda. Per entrare nel dettaglio dell’argomento Bortolotti usa alcuni termini francesi ed altri in un italiano maccheronico, per spiegare la tecnica ed il movimento esatto di esecuzione dei passi, segno che il Maestro era a conoscenza di quello che i suoi colleghi non italiani stavano insegnando e divulgando in Francia, Inghilterra, Germania, nei quegli stessi anni.
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