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A noi non resta che soffrire

Antonio Bajamonti, mirabile cittadino e Podestà di Spalato Italiana

di Andrea Olmo

Rimasto orfano di padre in tenera età, compì i primi studi nella città natia, iscrivendosi quindi all’Università di Padova, allora meta abituale di studi per la classe dirigente italo-dalmata. E qui Bajamonti venne per la prima volta a contatto con le idee mazziniane e con le lotte per l’Indipendenza del nostro Paese: in seguito ai moti del 1848, e alla fugace ricostituzione della Repubblica Veneta, Antonio e suo fratello Girolamo si arruolarono nella Guardia Nazionale della Serenissima.

Laureatosi in Medicina nel 1849, il 6 ottobre dello stesso anno sposò la sua concittadina Luigia Crussevich. Nel 1850 rientrò a Spalato e nei due anni successivi esercitò come medico condotto nel piccolo paesino di Signo nell’entroterra spalatino.

Ben presto però, insofferente verso le costrizioni imposte dal governo austriaco, abbandonò la professione gettandosi anima e corpo nella lotta politica, nelle file del Partito Autonomista.

La situazione in Dalmazia, fino a quel momento abbastanza tranquilla grazie all’autonomia di cui la regione godeva in seno all’Impero, stava proprio allora iniziando a deteriorarsi. Negli anni tra il 1852 e il 1856, infatti, lo scontro politico divenne al calor bianco; due erano i partiti che si affrontavano: i cosiddetti tolomasi, filo-italiani e fautori di una Dalmazia italiana o comunque di una Dalmazia autonoma all’interno dell’Impero, e i puntari, filo-croati e appoggiati da Vienna sostenitori di una Dalmazia unita al Regno di Croazia sotto la sovranità asburgica.

Antonio fu pienamente coinvolto nella battaglia, subendo ripetute minacce ed aggressioni da parte dei croati e pesanti persecuzioni fino ad arrivare al carcere, da parte del governo austriaco.

Intanto edificò a sue spese, nel 1859 a Spalato, un teatro di 1.500 posti, e fondò il movimento dell’Unione Liberale insieme ad altri due valenti patrioti, Giacomo Granich e il Dott. Antonio Radman.

Finalmente, il 9 gennaio 1860, fu eletto Podestà di Spalato, al posto del vecchio Conte Dudan, carica che tenne salvo una breve interruzione fino al 1880; negli anni successivi, inoltre, fu eletto anche al Sabor, la Dieta Provinciale Dalmata a Zara, dove sedette ininterrottamente dal 1861 al 1891, e più tardi al Parlamento di Vienna dal 1867 al 1870, e ancora dal 1873 al 1879.

L’impegno profuso da Bajamonti per la sua città fu immenso: introdusse in città l’illuminazione a gas e il primo impianto fognario, costruì ospedali, scuole e la diga foranea del porto, costituì la Banca Dalmata e la Società Operaia di Mutuo Soccorso, istituì una linea di piroscafi con Pescara.

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Gennaio-Marzo 2009 (Numero 12)

  • Editoriale
    di Gabriella Lupi
  • Abbiamo tempo per un'associazione?
    di Alessia Branchi
  • È tempo per una nuova identità
    di La Redazione
  • Un fiore per Lina
    di Pierpaolo Franzoni
  • Il Conte di Montetristo
    a cura di Samuele Graziani
  • Una tranquilla giornata di marzo 
    di Fiorenza Maffei
  • Isaac Singer e la macchina da cucire
    di Samuele Graziani
  • Gioacchino Rossini
    di Gianna Daniele
  • A noi non resta che soffrire 
    di Andrea Olmo
  • In viaggio con il Pan di Spagna
    di Marinette Pendola
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