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Spendacciona, frivola, amante insaziabile, vittima della Rivoluzione e pessima sovrana. Quando si parla di Maria Antonietta, la famosissima quanto famigerata ultima regina di Francia, è quasi automatico che salti fuori una lunga serie di cliché e di aneddoti più o meno veritieri e soprattutto la frase che più di ogni altra descrive la sua (presunta) indole altezzosa e superficiale: Se non hanno pane, che mangino le brioches! (Frase presente in un’opera di Jean-Jacques Rousseau pubblicata ben 15 anni prima della nascita di Maria Antonietta e affibbiata a turno a vari personaggi, soprattutto femminili, invisi al popolo).
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Testo tratto dal catalogo della mostra "Angelo Venturoli - Una eredità lunga 190 anni", Medicina, 19 aprile - 14 giugno 2015
Superato con successo l’esame di ammissione al Collegio Artistico Venturoli di Bologna, il giovane e promettente artista poteva ufficialmente fare ingresso all’interno dell'istituto, portando con sé solo una dote base di biancheria. Da quel momento infatti l’istituto si sarebbe occupato di ogni sua necessità, facendosi completamente carico del vitto, dell’alloggio, della formazione artistica e dei vari insegnamenti.
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Il Palazzo Comunale racchiude al secondo piano un’autentica piazza coperta, la Sala Farnese, così ideata per accogliere le personalità che dovevano avere accesso alla adiacente Cappella Farnese e all’appartamento del Cardinale Legato, l’eminente ecclesiastico che governava la città per delega del Papa.

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di Daniela Bottoni
Autoritratto, 1860 (Miniatura 2)Fino al 18 marzo 2018 Palazzo d’Accursio ospita, nella Sala d’Ercole, la mostra retrospettiva dell’artista bolognese Luigi Busi, promossa dall’Associazione culturale Bologna per le Arti. Circa una settantina le opere esposte, di provenienza sia pubblica che privata. L’arte di Luigi Busi si inquadra nel realismo ottocentesco, spaziando dalla pittura di carattere storico, alla ritrattistica, a scene di vita borghese, con una predilezione verso i temi familiari e una grande attenzione agli effetti della luce e alla resa cromatica.
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a cura di Loretta Pavan
Jourdelò ricorda Gioachino Rossini nel centocinquantesimo anniversario della sua morte proponendo alcuni brani e aneddoti curiosi che leggiamo in opere e biografie a lui dedicate. Il libro, da cui sono tratti i brani che seguono, è scritto da Vittorio Emiliani e si intitola: Il furore e il silenzio. Vite di Gioacchino Rossini, editore il Mulino.
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